OfficinaMove (Alessandro Ciafardini) ed AlterEquo (Laura Buffa) - “FETTUCCINE AL NERO DI SEPPIA” di-GESTIONE della plastica USA E ri-GETTA

OfficinaMove (Alessandro Ciafardini) ed AlterEquo (Laura Buffa) e la loro opera partecipante a Contesteco 2020

Officina Move è un progetto di Alessandro Ciafardini (Roma, 1970), Art-Designer italiano, dove Art sta per Artista ma anche e soprattutto per Artigiano. Con un background sartoriale e da sempre appassionato di Upcycling, fa dell’arte della decelerazione il suo stile di vita che trova espressione in tutta la sua attività produttiva. Per Alessandro Ciafardini, vivere e pensare Slow significa riadeguare il proprio vivere ai ritmi naturali, riacquisire la consapevolezza delle distanze, sviluppare una conoscenza dei prodotti e dell’ambiente e credere in uno sviluppo economico ponderato. La velocità, considerata come sinonimo di progresso, ha finito per avvelenare le nostre vite. Le innovazioni tecnologiche, progettate per semplificarci la vita, in realtà ci portano a fare sempre di più nella stessa unità di tempo. Officina Move è la risposta ad una esistenza impregnata dal consumismo compulsivo. È la negazione della società dell’usa e getta, preoccupata unicamente della logica a breve termine, dove spazio e tempo si annullano.

Laura Buffa dopo la laurea in Lingue, Laura segue le rotte del Made in Italy fino in California dove vive per 10 anni. Il Visual Merchandising diventa la sua professione che, tornata a Roma esercita nel settore moda. I modi di consumo osservati in USA la convincono a rallentare i motori della produttività e fondare un modello di Impresa Etica: la coopertaiva T- riciclo, da cui origina Alter Equo, up-cycling e green design di materiali di scarto, per la manifattura di accessori di critical fashion. Clicca su leggi tutto sotto la fotografia per sapere di più sull'opera “FETTUCCINE AL NERO DI SEPPIA”  di-GESTIONE della plastica USA E ri-GETTA

“FETTUCCINE AL NERO DI SEPPIA”  di-GESTIONE della plastica USA E ri-GETTA

SPILLOVER: L'effetto patogeno della plastica fa il salto di specie e si insinua nei corpi viventi degli animali. Li troviamo in forma di micro particelle, digerita dagli stomaci dei pesci. I mari sono ricettori dei nostri scarti e l'ecosistema marino si adatta, evolve ed impara a conviverci. Una cena di pesce e, voilà ecco un nuovo SPILLOVER: la plastica percola dalla fauna marina direttamente al sistema digerente della specie umana.

SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO? Allora è opportuno una rapida evoluzione in CYBER-UMANI. Così per portare avanti la sopravvivenza.

Materiale: buste di plastica.

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