PLASTICA E INQUINAMENTO DEL MARE, come possiamo fare

L'inquinamento del mare a causa della plastica prodotta dall'uomo è diventata un'emergenza ambientale

L'inquinamento da plastica dei mari non è più un problema, ma una vera e propria emergenza. Tutti siamo chiamati alla responsabilità perché non è più tempo di parlarne. E' necessario agire e ognuno deve fare la propria parte. Molti stanno facendo anche di più! Vediamo come e cosa possiamo imparare dal loro impegno per migliorare il nostro.

Il mare che ammiriamo quando andiamo in vacanza o magari in quelle splendide immagini di paradisiaci atolli che vediamo sulle riviste, sta inesorabilmente soccombendo nella lotta contro la plastica. Probabilmente non si è ancora compresa l'entità del problema dell'inquinamento da plastica dei mari del nostro Pianeta. Forse perché la maggior parte della plastica si trova al di sotto della superficie dell'acqua e quindi non è visibile (solo l'1% si trova al di sopra di esso), o forse perché ci nascondiamo dietro l'idea che la natura vince sempre e ha le armi per difendersi. Rimane il fatto che se non non si cambia drasticamente rotta riguardo all'inquinamento da plastica del mare, la distruzione degli ecosistemi marini sarà irreversibilmente compromessa. Ma da dove arriva tutta questa plastica che finisce nel mare?

Ad esempio dalle industrie che mal gestiscono lo smaltimento di rifiuti o anche dalle discariche illegali a cielo aperto vicino ai fiumi. Un'altra parte molto consistente, proviene dalla cattiva abitudine di abbandonare bottiglie, contenitori o qualsiasi altro oggetto in plastica sulle spiagge. Il turismo negli ultimi decenni ha avuto un'impennata e con esso, di conseguenza, anche l'aumento di rifiuti in materiale plastico nei nostri mari. Per comprendere a pieno il dramma che si sta consumando, basti pensare che se non si intraprende urgentemente una conversione nella produzione e utilizzo della plastica nei prodotti di largo consumo, entro il 2050 nei nostri mari ci sarà, in peso, più plastica che pesci!. L'impegno non riguarda solamente le industrie che producono tutti quei prodotti, anche alimentari, che utilizziamo tutti i giorni, ma riguarda anche la coscienza di tutte le persone che di quei prodotti ne fanno uso. Scegliere alimenti e articoli confezionati con materiali eco-sostenibili è sicuramente la scelta giusta. Ma non basta. E' necessaria anche la volontà dei governi nell'incentivare questo tipo di produzione. Mentre noi dobbiamo fare la nostra parte riducendo il più possibile l'utilizzo della plastica e attuare la raccolta differenziata, è necessario allo stesso tempo liberare il mare e i fiumi dai milioni e milioni di tonnellate di macro e micro-plastica che ormai li infestano. Le terribili immagini di pesci morti per aver ingerito una quantità incredibile di plastica hanno fatto il giro del mondo. Inevitabilmente, la possibilità che parti piccolissime di plastica possano trovarsi anche nel pesce che mangiamo è molto alta, con le conseguenze che possiamo immaginare sulla nostra salute. Molte fondazioni e start up stanno investendo sul recupero di questo materiale inquinante. La Ocean Cleanup, ad esempio, utilizza dei tubi galleggianti lunghi centinaia di metri allo scopo di raccogliere fino ad una certa profondità grandi quantità di rifiuti plastici. Nei fiumi invece si adottano sempre più frequentemente delle barriere atte a bloccare questi dannosi rifiuti prima che raggiungano il mare. Il Seabin Project prevede invece il posizionamento nei porti di "cestini" per la spazzatura marina. Per salvare il mare e il delicatissimo ecosistema marino, è quindi necessaria una sinergia di interventi da parte di tutti ad iniziare dal piccolo, ovvero dalle nostre scelte quotidiane. Il futuro del mare e quindi nostro, dipende dalle scelte che facciamo oggi.

Questo sito utilizza cookies per il suo funzionamento. Maggiori informazioni