COVID-19: Gli effetti della quarantena sull'ambiente

Gli effetti della quarantena sull'ambiente

L'emergenza Covid-19 nel mondo è ancora in corso e la quarantena ha portato l'economia globale quasi al collasso. Ma l'ambiente è tornato a respirare e questo ci fa capire che qualcosa deve cambiare nel prossimo futuro. Se non impariamo qualcosa da una tragedia, rimarrà solo la tragedia.

Forse il peggio è già passato e il Covid-19 pian piano scomparirà. La vita di tutti i giorni è già ripartita e a questo punto se ne usciremo definitivamente, è solo questione di responsabilità soggettiva perché ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte se si vuole tornare al più presto allo stile di vita che avevamo prima dell'arrivo del virus. Siamo sicuri però che sia lo stile di vita giusto da ristabilire?. Lo stop forzato di tutte le nostre attività per arginare il diffondersi del virus nel nostro Paese come nel resto del mondo, ha cambiato inevitabilmente il nostro modo di vivere e le nostre relazioni sociali. Un evento epocale che ha portato non solo tanta sofferenza ma anche una profonda crisi economica globale.

 Mentre però tutto questo accadeva a noi, l'ambiente ha iniziato a trarre dei benefici dalla nostra prolungata "assenza". Non potendo muoverci dalle nostre case per rallentare il diffondersi del virus, siamo stati obbligati a limitare in maniera molto consistente e nel giro di poche ore, tutte quelle attività legate al nostro quotidiano che contribuivano costantemente alla produzione di inquinamento. L'impossibilità di utilizzare automobili, camion, autobus, aerei o altri mezzi di trasporto per raggiungere i luoghi di lavoro o spostarsi in generale, è stata certamente la principale causa di questi benefici sulla qualità dell'aria ad esempio. L'inquinamento prodotto dalla combustione dei carburanti prodotti con le fonti fossili come la benzina e il gasolio che tutti questi mezzi di trasporto utilizzano per funzionare, è stato quasi completamente eliminato con l'assenza di circolazione nelle strade e nei cieli, contribuendo ad un'abbassamento senza precedenti del tasso di veleni nell'aria che respiriamo. Basti pensare a quante volte, nelle grandi città, ci si è ritrovati a dover intervenire con dei blocchi saltuari dei mezzi di trasporto per far diminuire il tasso di polveri sottili. Un altro fattore che ha contribuito alla diminuzione di inquinamento è stata la chiusura forzata di gran parte delle fabbriche o industrie manifatturiere che possono rilasciare con le loro attività, ingenti quantità di monossido di carbonio, di sostanze chimiche e composti organici. La quarantena probabilmente non ci ha permesso di vivere nel migliore dei modi questi benefici, ma la natura e l'ambiente li hanno avvertiti profondamente. Le immagini di animali che giravano per le strade deserte delle città difficilmente le scorderemo e, forse, rivedremo. Stiamo lentamente andando verso una situazione che va normalizzandosi ed è questo il momento di capire quale strada vogliamo percorrere. Quale visione di futuro intendiamo avere dopo questa esperienza che ci ha in ogni caso cambiati profondamente? Questa è la domanda che il mondo deve porsi con urgenza. Il sistema produttivo mondiale deve cambiare rotta e puntare concretamente, e anche velocemente, sulle fonti di energia rinnovabili e su soluzioni atte a rendere sostenibile anche il mondo del lavoro e il modo di svolgerlo nella quotidianità. Se non impariamo qualcosa dalla tragedia del Covid-19, ne resterà solo la tragedia.

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