Iscrizioni Contesteco 2022

Iscrizioni Contesteco 2022

Sono aperte le iscrizioni a CONTESTECO 2022, il concorso d’arte e design sostenibile più eco del web!

CONTESTECO è il contest in cui partecipano artisti del riciclo o appassionati d’arte che sentono il bisogno di promuovere la cultura della sostenibilità. 
Il contest tuttavia da digitale diventa reale, presentando in esposizione opere d’arte che raccontano, attraverso:

  • scatti fotografici e illustrazioni
  • corti
  • narrazioni
  • creazioni artistiche

in un approccio “transmediale”, la difesa dell’ambiente, del mare e del territorio, per mezzo di attività concrete che, tutelando le risorse sempre più scarse del pianeta, diano soluzione al problema dei rifiuti, dell’energia e della mobilità in modo “eco-sostenibile” e consentano di spiegare meglio i concetti di smart city, economia circolare e sviluppo sostenibile. 

UNICO NUOVO REQUISITO RICHIESTO per partecipare in questa edizione 2022 sarà REALIZZARE UN’OPERA CHE ABBIA COME CONCEPT:

A 100 anni dalla nascita di
Pier Paolo Pasolini

UNO SGUARDO AL FUTURO per >
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RISVEGLIARE LE COSCIENZE; PARTECIPARE AL CAMBIAMENTO; RAGGIUNGERE IL BENESSERE COLLETTIVO E INDIVIDUALE CON EQUITA’ E… IN MODO SOSTENIBILE!
A 100 anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini, CONTESTECO rende omaggio a Lui e al Suo pensiero visionario, 
che ha saputo essere precursore nel comprendere che ci fosse bisogno di un percorso di sviluppo “sostenibile”, 
che coinvolgesse non l’individuo, ma l’intero genere umano. Dalla convinzione profetica del Maestro, che antepone il progresso allo sviluppo, all’attuazione del grande progetto sociale e planetario dell’Agenda 2030, 
parte l’assunto per partecipare al contest di questa stagione.

“Credo nel progresso, non nello sviluppo."
(Pierpaolo Pasolini)

Compila il modulo contatti qui sotto, scegli la categoria e la sezione in cui vuoi partecipare, indica l’opera che vuoi porre in concorso, accetta le condizioni d’uso e privacy: sarai ricontattato con una e-mail per conferma dell’avvenuta iscrizione.

Se desideri invece ricevere informazioni puoi scrivere una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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Perché la scelta di un concept incentrato sul pensiero futurista di Pier Paolo Pasolini?

Gli scienziati hanno fissato una data, dopo la quale la Terra come la conosciamo noi oggi non esisterà più.
Alcuni parlano del 2030.
Altri del 2035, altri ancora, più possibilisti, del 2050.

193 paesi membri dell’O.N.U. hanno stilato l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, un documento diviso in 17 sezioni rivolte a intervenire sui diversi e gravi problemi che il pianeta deve risolvere, tra cui quelli relativa alla tutela dell'Ambiente. Ma se volessimo concentrarci solo sui questi problemi sarebbe molto riduttivo: analisi approfondite, studi e comparazioni ci dicono, infatti, che se non verranno colmate le disparità e le disuguaglianze sociali il risanamento climatico NON SARA’ POSSIBILE.

Ci viene oggi chiesto un passaggio essenziale 
dall’educazione ambientale, orientata al puro contenuto ecologico,
all’educazione allo sviluppo sostenibile, dove l’ambiente è considerato nella sua accezione più ampia,
includendovi aspetti sociali, la difesa dei diritti umani e la dimensione trasformativa e inclusiva dell’educazione.
È, quindi, necessaria un’educazione allo sviluppo sostenibile in cui le problematiche ambientali siano considerate in stretta relazione con quelle sociali, economiche e culturali. 

"Credo nel progresso, non nello sviluppo."
dice Pierpaolo Pasolini durante un’intervista televisiva nel 1973. Questa riflessione faceva parte di un lungo discorso “Gli scritti corsari” dove già anticipava senza saperlo il concetto di sviluppo sostenibile così come lo intendiamo noi oggi.
Secondo Pasolini, il progresso inteso come potenziamento della condizione degli esseri umani e miglioramento continuo, condiviso e attento ai bisogni di tutti, si contrappone alla concezione di sviluppo inteso in termini meramente economici.
Pasolini constatava uno scarto tra gli interessi della politica e quelli della comunità. La politica aveva dimostrato di essere ben lontana dal farsi carico del bene comune e della società. L’originalità di Pasolini sta nell’attacco allo “sviluppo” e nell’affermazione eretica secondo cui lo sviluppo economico e l’industrializzazione, di per sé, non sono portatori di progresso, ma anzi di “degradazione antropologica”.


Scopri il REGOLAMENTO 2022 o invia una e-mail per avere maggiori informazioni!

L'obiettivo del Contest

Grazie all’obiettivo della propria macchina da presa, allo zoom della propria fotocamera o altro, artisti del riciclo o appassionati d’arte, con il pallino per l’ambiente, potranno interpretare creativamente i temi del recupero e del riciclo dei rifiuti, quelli della conoscenza e utilizzo delle fonti d’energia alternative, pulite e rinnovabili, nel rispetto e a tutela dell’ambiente, al fine di sensibilizzare e rendere consapevoli tutti i cittadini, giovani e meno giovani, che è solo tutelando le risorse del pianeta, che si può risolvere il problema dei rifiuti, dell’energia e della mobilità, in linea con i 17 obiettivi dell'Agenda 2030.

E' per questo, che in occasione dei 100 anni dalla sua nascita, CONTESTECO 2022 - il contest d'arte e design sostenibile online + eco del web - vuole omaggiare il filosofo, il poeta, lo scrittore, il regista... l'artista che più di tutti in modo contemporaneo ha saputo utilizzare i linguaggi universali dell'Arte e raccontare una società piena di contraddizioni; e, soprattutto, vuole invitare gli artisti e gli appassionati d'arte a interpretare questo concept a lui dedicato:

UNO SGUARDO AL FUTURO per >
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RISVEGLIARE LE COSCIENZE; PARTECIPARE AL CAMBIAMENTO; RAGGIUNGERE IL BENESSERE COLLETTIVO E INDIVIDUALE CON EQUITA’ E… IN MODO SOSTENIBILE!
A 100 anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini, CONTESTECO rende omaggio a Lui e al Suo pensiero visionario, 
che ha saputo essere precursore nel comprendere che ci fosse bisogno di un percorso di sviluppo “sostenibile”, 
che coinvolgesse non l’individuo, ma l’intero genere umano. Dalla convinzione profetica del Maestro, che antepone il progresso allo sviluppo, all’attuazione del grande progetto sociale e planetario dell’Agenda 2030, 
parte l’assunto per partecipare al contest di questa stagione.

Secondo Pasolini, il progresso inteso come potenziamento della condizione degli esseri umani e miglioramento continuo, condiviso e attento ai bisogni di tutti, si contrappone alla concezione di sviluppo inteso in termini meramente economici.

Pasolini constatava uno scarto tra gli interessi della politica e quelli della comunità. La politica aveva dimostrato di essere ben lontana dal farsi carico del bene comune e della società. L’originalità di Pasolini sta nell’attacco allo “sviluppo” e nell’affermazione eretica secondo cui lo sviluppo economico e l’industrializzazione, di per sé, non sono portatori di progresso, ma anzi di “degradazione antropologica”.

“L’ansia del consumo è un’ansia di obbedienza a un ordine non pronunciato. Ognuno sente l’ansia, degradante, di essere uguale agli altri nel consumare, nell’essere felice, nell’essere libero: perché questo è l’ordine che egli ha inconsciamente ricevuto, e a cui ‘deve’ obbedire, a patto di sentirsi diverso. Mai la diversità è stata una colpa così spaventosa come in questo periodo di tolleranza. […]"

C’è in Pasolini una “passione socratica”, c’è l’attenzione al risveglio delle coscienze, c’è un’ottica di profezia, denuncia e risveglio. Maestro e profeta.

Rileggendo i suoi scritti si rimane colpiti dalla loro intatta forza espressiva e comunicativa, dalla loro resistenza al tempo. Il fatto stesso che alcune sue parole-chiave – fra cui “non vi è sviluppo senza progresso” – siano diventate di senso comune è una ulteriore prova dell’attualità della sua analisi, centrata sulla critica al consumismo, percepito e vissuto come un “cataclisma antropologico”.

SOSTENIBILITA’ è la parola, che insieme a SVILUPPO – inteso non in termini industriali/tecnologici – rappresenta il nucleo intorno a cui si dipana l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Abbiamo bisogno della Pace.

Abbiamo bisogno di appiattire le disuguaglianze.

Abbiamo bisogno di fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti.

“Garantire entro il 2030 che tutti i discenti acquisiscano la conoscenza e le competenze necessarie a promuovere lo sviluppo sostenibile, anche tramite un’educazione volta ad uno sviluppo e uno stile di vita sostenibile, ai diritti umani, alla parità di genere, alla promozione di una cultura pacifica e non violenta, alla cittadinanza globale e alla valorizzazione delle diversità culturali e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile”.

Non è un percorso individuale, ma un progetto sociale.

Pasolini, infatti, fu sempre in prima linea, al fianco dei giovani da riscattare e del popolo, seppur manifestando contro quest’ultimo – colpevole di aver accettato i disvalori alienanti del neocapitalismo. Di qui la necessità di invocare uno sviluppo economico-sociale che consideri al suo interno i principi del progresso ma ancorati al bene comune, al benessere individuale e collettivo, all’equità, oggi diremmo alla sostenibilità. 

"Il consumismo consiste infatti in un vero e proprio

cataclisma antropologico: e io vivo, esistenzialmente, tale cataclisma

che, almeno per ora, è pura degradazione:

lo vivo nei miei giorni, nelle forme della mia esistenza, nel mio corpo.

Poiché la mia vita sociale borghese si esaurisce nel lavoro,

la mia vita sociale in genere dipende totalmente da ciò che è la gente. […]

È da questa esperienza, esistenziale, diretta, concreta, drammatica, corporea, 

che nascono in conclusione tutti i miei discorsi ideologici”. 

Quel senso idealistico pasoliniano, quell’occhio dolente per ciò che deturpava la società di cui egli aveva bisogno è la meccanica di osservazione che chiediamo agli artisti nella nuova edizione di CONTESTECO 2022 il concorso online di Arte e Design + eco del web che quest’anno vuole celebrare a 100 anni dalla sua nascita Pier Paolo Pasolini. 

Poeta, regista, scrittore, pittore, saggista e ancora comunista, eretico, omosessuale, diverso. 

Pasolini non era convenzionale e tutto ciò che non è convenzionale veniva tagliato via, non accettato in nessun modo.

Le sue parole hanno a lungo diviso e fatto pensare. Utopista nel cercare di cambiare la società italiana. Una diversità, la sua, pagata con una vita passata sempre nel mirino, sempre esposto, sempre sotto giudizio. Ma lui era in grado di vedere, con gli occhi della poesia. 

Cosa deturpa la città, la società, il panorama… 

Cosa l’Uomo non riesce a preservare non solo nel profondo nell’essenza delle cose, ma nemmeno nel senso esteriore della visione.

È per tutto questo che chiediamo agli artisti e appassionati d'arte un manifesto di denuncia verso ciò che omologa e rende tutto uguale e confondibile. Una visione - e revisione - che con la propria opera riesca a evidenziare quello sforzo "comunitario" che la specie umana deve fare per arrestare il processo di distruzione naturale planetaria a cui stiamo andando incontro a folle velocità. Chiediamo manifesti di cultura, messaggi di risveglio, opere di educazione che colmino il divario della disuguaglianza educativa… forniscano possibilità di una partenza ai blocchi che sia uguale per tutti… quella si uguale, ma che non tolleri l’omologazione e il consumismo insensato e irragionevole.

Se non riusciamo a percepire ciò che disturba gli occhi, ciò che deturpa il paesaggio, è difficile che riusciremo a comprendere quanto nel profondo la Terra stia avendo una trasformazione irreversibile e incapace di ritorno.

"Io sono una forza del Passato.

Solo nella tradizione è il mio amore.

Vengo dai ruderi, dalle chiese,

dalle pale d'altare, dai borghi

abbandonati sugli Appennini o le Prealpi,

dove sono vissuti i fratelli.

Giro sulla Tuscolana come un pazzo,

per l'Appia come un cane senza padrone.

O guardo i crepuscoli, le mattine

su Roma, sulla Ciociaria, sul mondo,

come i primi atti della Dopostoria,

cui io assisto, per privilegio d'anagrafe,

dall'orlo estremo di qualche età

sepolta." (B, I, 619)

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Ecco alcune immagini della passate edizione

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